Cerca nel blog

Kant e i nuovi compiti del pensiero




“Due cose riempiono l’anima di ammirazione e venerazione sempre nuove e crescenti, quanto più sovente e a lungo si riflette sopra di esse: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me” 

rivoluzione: Kant ha avuto un ruolo fondamentale al primo nell'elaborazione dell'esperienza. Lui ha capovolto i rapporti tra soggetto e oggetto nell'ambito del processo conoscitivo.Nelle sue opere l'autore esamina le condizioni che rendono possibile la conoscenza, l'agire etico-politico e l'esperienza estetica.

Kant:. Nacque nel 1724 a Königsberg, nella Prussia orientale, da una famiglia modesta, non uscì mai dai confini della sua città, dedicandosi prevalentemente allo studio e all'insegnamento universitario. Lui non viaggiò e non si fece coinvolgere in attività politiche o diplomatiche. 

fase matura: Kant ha una fase denominata "criticismo" (caratterizzata appunto dalla composizione delle tre opere) e una fase precedente gli scritti critici, chiamata "precritica".
In questo primo periodo Kant si forma sui testi dei razionalisti e degli empiristi.
.
missione: la vita è occupata anche dalla ricerca e dall'insegnamento. Il suo obiettivo è insegnare non la filosofia, ma a filoso- fare, ossia a pensare in modo autonomo e libero: un impegno che concepisce come una vera e propria "missione".

Sogni di un visionario: saggio in cui si spiegano i sogni della metafisica (1766), in cui Kant giudica la metafisica non meno illusoria dei sogni di un visionario (Dio, l'anima, l'ordine del mondo) sul terreno sicuro dell'esperienza. 

studio: Negli anni seguenti al 1781 Kant si dedica totalmente allo studio, seguendo uno stile di vita ritirato e schivo, alieno da ogni manifestazione di simpatia e apertura verso gli altri. Il grande impegno teorico prende ogni energia del pensatore e lo isola dal resto del mondo.DA Critica alla ragion pura diventa il libro più importante d'Europa.

cristianesimo: inteso come arma di dispotica autorità anziché di «gentilezza morale». La risposta del governo non si fa attendere e un'ordinanza di Federico Guglielmo II intima a Kant di non scrivere più , cose simili.

Nella Prussia di Federico II: afferma che la filosofia di Kant rappresenta un vero e proprio crocevia di varie esperienze, in una Prussia che nel Settecento si eleva a grande potenza e che conosce un notevole sviluppo culturale anche grazie a Federico II di Hohenzollern (1712-1786)

La Riflessione sul razionalismo: Tutti i filosofi posteriori, infatti, muoveranno i loro passi in un panorama segnato dai confini tracciati dalla sua opera. Si tratta di confini che delimitano la conoscenza ma, nello stesso tempo, ne rappresentano una garanzia di validità, indicando un ambito in cui essa può pretendere una validità universale e necessaria. Kant mostra il centro cui la scienza può addentrarsi con sicurezza; nello stesso tempo, è consapevole che, al di là dell'esperienza, esiste una dimensione che forse racchiude il senso di quella vita di cui lo scienziato può solo apprendere le leggi, un campo in cui probabilmente si trovano le risposte ai grandi interrogativi dell'esistenza. Di tale dimensione l'uomo non può dire nulla di certo tutto rimane un'aspirazione costante, l'ambito dell'ideale e della libertà.

La riflessione sul razionalismo: Kant si interessante al problema della metafisica, ossia su quale valore assegnare all'indagine su Dio, l'anima, l'ordine del mondo, temi che da sempre hanno impegnato la mente dei pensatori, in particolare dei filosofi razionalisti. 

convinzione: Kant matura la convinzione che la metafisica è stata si una costante ambizione del pensiero umano, ma nulla di più: infatti, i tentativi dei razionalisti di dimostrare che esiste un Dio intelligente e buono, che l'anima è una sostanza immortale e che il mondo tende a uno scopo sono, a suo avviso, falliti. Su questi tre problemi fondamentali - Dio, l'anima e il mondo (inteso, quest'ultimo, come un sistema ben ordinato) - la metafisica non è riuscita a elaborare altro che ipotesi fantasiose.

 Critica della ragion pura: Kant con una celebre metafora, paragona il pensiero di Platone (emblema della metafisica) al folle volo di quella colomba che immagini di fare a meno dell'aria per non sentirne la resistenza: 

"La colomba leggiera, mentre nel libero volo fende l'aria di cui sente la resistenza, potrebbe immaginare che le riuscirebbe assai meglio volare nello spazio vuoto di aria. Ed appun-
to cosi Platone abbandonò il mondo sensibile, poiché esso pone troppo angusti limiti all'intelletto; e si lanciò sulle ali delle idee al di là di esso, nello spazio vuoto dell'intelletto puro. Egli non si accorse che non guadagnava strada, malgrado i suoi sforzi; giacché non aveva, per così dire, nessun appoggio sul quale potesse sostenersi e a cui potesse applica- re le sue forze per muovere l'intelletto"

progetto criticista: consiste nell'indagare le capacità e i limiti della ragione umana e acquisire la consapevolezza dell'estensione e dei confini del suo orizzonte conoscitivo evitando definitivamente il rischio di inseguire inutili quanto pericolosi sogni metafisici 

riflessione kantiana: prende itn considerazione tutti i cambi della filosofia spaziando dal problema della conoscenza a quello del comportamento morale e sociale a quello dell'estetica, della religione e della politica.

 

Il signore delle mosche (film)



 Il signore delle mosche (Lord of the Flies) è un film drammatico e d’avventura, in bianco e nero, diretto da Peter Brook e tratto dall’omonimo libro di William Golding.


Il film, ambientato nel 1984 durante una guerra nucleare, inizia con lo schianto su un’isola di un aereo che trasporta alcuni ragazzi inglesi . La maggior parte di loro riesce a sopravvivere e comincia ad organizzarsi per sopravvivere nell’attesa che gli adulti vengano a prenderli.

Il giovane Ralph viene eletto come capo del gruppo ma cede il comando dei cacciatori a Jack, il quale però si fa trascinare dal “gioco” al punto da arrivare anche ad uccidere ragazzi innocenti.

Ralph, l’unico che fino alla fine comprende lo sbaglio, cerca di rimanere in vita e ci riesce con un aiuto inaspettato.


Esso, infatti, dimostra come in poco tempo alcuni ragazzini possano perdere completamente il loro lato civile a favore del lato selvaggio che Golding considerava il male.

Inutile dire che le differenze col romanzo ci sono ma sono solo degli inutili dettagli secondari. 

Il cast è formato da piccoli attori in erba tra cui spiccano senza ombra di dubbio i protagonisti. Personalmente ho adorato James Aubrey (Ralph) e Tom Chapin (Jack), che sono riusciti ad interpretare in modo sublime i loro personaggi. Anche Hugh Edwards (Piggy) e Tom Gaman (Simon) sono riusciti a calarsi perfettamente nella storia, malgrado in tutta la vicenda siano solo delle spalle.


Locke e l’indagine critica delle facoltà conoscitive



vita
: John Locke è il padre dell'empirismo moderno. Locke nacque a Wrington il 29 agosto 1632, vive la giovinezza in uno dei periodi più tormentati della storia inglese, segnato dalla rivoluzione antimonarchica e culminato con la decapitazione di Carlo I (1649). Studia all'Università di Oxford e legge le opere di Cartesio, Hobbes e Gassendi. In virtù del suo grande interesse per le scienze naturali e la medicina è denominato dagli amici "dottor Locke". La sua opera più impegnativa è il Saggio sull'intelletto umano che fa un'indagine critica delle facoltà conoscitive con l'obiettivo di stabilire possibilità e soprattutto limiti. Passò un soggiorno In Olanda prima di tornare in patria. 

ragione: non viene più ritenuta da Locke come assoluta e infallibile ma viene ricondotta all'esperienza. Per Locke la ragione è in stretta relazione con l'esperienza, grazie alla quale si può conoscere. Per Locke ogni genere di conoscenza deriva dall’esperienza. 

analisi: Locke ritiene necessario esaminare l'origine, la certezza e l'estensione della conoscenza umana. L'uomo anche se non può raggiungere la verità assoluta, è in grado di ottenere un livello di conoscenza sufficiente a guidare nel modo migliore le sue azioni.

critica: Locke critica l'innatismo (Saggio sull'intelletto umano). L'uomo deve ripulire il terreno dai detriti che si incontrano nel cammino della conoscenza. Tra questi detriti il filosofo sostiene la teoria secondo cui vi sono alcuni principi o idee impressi nella nostra mente sin dalla nascita. Locke sostiene che non sia innata l'idea di Dio e che la disparità tra le intere società conferma l'impossibilità dell'innatismo. 

conoscenza:i Locke è che la conoscenza dipende interamente dall'esperienza. La mente di un neonato, è come un foglio bianco privo di contenuti. Tutte le idee provengono dall'esperienza, anche quelle più astratte (infinito) 

 idee: sono di due tipi le idee di sensazione (Le idee di sensazione provengono dagli oggetti esterni tramite i cinque sensi: vista, udito, tatto, olfatto, gusto. Attraverso i sensi si può "arredare" fin dall'infanzia la mente) e le idee di riflessione ( derivano dall'esperienza interna della mente, comprende gli stati d'animo e le passioni)

bambino: secondo Locke conosce ii giochi e i compagni. diventando grande le sue acquisizioni si accrescono e così si forma una cultura più ampia (gradualità) articolata Locke descrive il suo interesse pedagogico nei Pensieri sull'educazione. 

classificazione: Locke classificazione le idee in idee semplici (derivano dalle esperienze elementari della sensazione non possono essere scomposte in altre idee) e le idee complesse (idee che sono la combinazione delle idee semplici) 

opere: Lettera sulla tolleranza,; i Due trattati sul governo civile,, il Saggio sull'intelletto umano; i Pensieri sull'educazione e i saggi sulla Ragionevolezza del cristianesimo.

inganno: Per Locke le idee semplici non posso ingannarci ma quelle complesse sì perchè sono il frutto del "potere attivo" che la mente esercita sulle idee semplici. Le idee fantastiche sono errori. 
 idee di modi: sono quelle idee complesse che non possiedono un'esistenza autonoma, ma devono essere riferite a una sostanza quali sue manifestazioni. Le idee di modi non si reggono da sole. 

 idee di sostanze: sono quelle idee complesse che si riferiscono a entità particolari considerate distinte e sussistenti per se stesse. Secondo Locke tali idee si basano sulla convinzione che le diverse qualità degli oggetti, siano fondate su qualcosa che che ne costituisce l'essenza e quindi possono ingannare. (sostanza inconoscibile)

sostanze spirituali: le operazioni della mente non esistano per se stesse ma dipendono da una sostanza spirituale. 

idee di relazioni: idee che nascono dal confronto di un'idea con un'altra le idee, sono tali perché la considerazione dell'una racchiude in sé la considerazione dell'altra.

certezze: secondo Locke le uniche certezze non sensibili di cui dispone l'uomo sono quella dell'io (certezza dell'esistenza stessa) e di Dio (certezza che ci deriva dalle intuizioni che connettono diversi concetti fra loro. 

realtà esterna: Locke afferma che abbiamo una conoscenza affidabile e sufficiente per orientarci nella conoscenza ma non assoluta. La probabilità rappresenta il campo su cui l'uomo può comunque fare affidamento. 

sintesi: la ragione moderata dall'esperienza resta l'unico strumento di cui l'uomo dispone per orientarsi nel mondo ma tale strumento non è né perfetto né illimitato. Al contrario, la nostra ragione è spesso tormentata della confusione delle sue idee. 

linguaggio: Le parole secondo Locke stanno al posto delle idee. Il linguaggio ha diversi fini:
rendere noti agli altri i propri pensieri o idee, farlo nel modo più facile e rapido possibile, comunicare in tal modo la conoscenza delle cose. 

moderno: Locke fu un teorico del pensiero liberale e fondatore dell'empirismo. Lui sostenne la separazione tra stato e chiesa elaborando scritti sulla tolleranza, la libertà religiosa e la libertà di pensiero.

stato: Locke usando l'arma della ragione critica smonta il pregiudizio e mostra l'assurdità dell'assimilazione dell'autorità politica dell'assolutismo. Le regole del potere politico per Locke non hanno niente a che vedere con le regole della famiglia. 

natura: Locke considera la natura quella ipotetica condizione originaria in cui si trovano gli uomini quando non sono ancora associati tra loro e disciplinati da una serie di norme. Locke, però, ha una visione positiva della natura umana e pertanto crede che i soggetti dello stato di natura non siano esseri asociali e amorali, dotati di un generico diritto su tutto, ma individui illuminati dalla ragione. Essi possiedono una leggere morale di carattere razionale 

Dalla differente valutazione del patto di sottomissione discendono le diverse posizioni politiche di Hobbes (dispotismo o assolutismo) e di Locke (liberalismo). Se per Hobbes il contratto equivale alla totale sottomissione dei cittadini al sovrano, secondo Locke lo Stato nasce per tutelare i diritti naturali e inviolabili di ciascuno degli uomini.

potere: deve essere affidato al governo con il fine di garantire ai membri della società la vita, la libertà e la proprietà e non deve essere assoluto. Lo Stato sorto dal contratto sociale non può tradire i diritti naturali inviolabili delle persone. Quando l'uomo entra nella società l'uomo deve privarsi della libertà di farsi giustizia da solo. 


proprietà privata: L'uomo, fin dallo stato di natura ha il diritto inalienabile di godere e disporre dei suoi beni. Locke asserisce che Dio ha dato la terra come risorsa comune. la legittimazione della proprietà privata sta nel lavoro. Locke però ritiene negativo l'eccesso di proprietà. 

principii del liberalismo: il potere politico si fonda sul consenso dei cittadini, espresso attra- verso le decisioni della maggioranza dei loro rappresentanti, lo Stato non può governare in modo arbitrario, cioè secondo la propria volontà, ma deve attenersi alle norme promulgate, dichiarate e riconosciute da tutti (vincolo legge),Il potere legislativo deve essere separato da quello esecutivo, a cui spetta il compito di farle eseguire anche con l'uso della forza.


 separazione: il principio di separazione dei poteri riveste un'importanza storica particolare. 
La separazione dei poteri impone dei limiti al potere politico. L'uomo è debole.

 Chiesa: è una società libera e volontaria, in cui gli uomini entrano senza costrizione e da cui escono quando lo desiderano. Il suo fine è di aiutare coloro che ne fanno parte a ottenere la salvezza dell'anima. Le uniche armi di cui dispone sono quelle "spirituali" le esortazioni, i moniti, i consigli.


Kant e i nuovi compiti del pensiero

“Due cose riempiono l’anima di ammirazione e venerazione sempre nuove e crescenti, quanto più sovente e a lungo si riflette sopra di esse: i...