prospettiva: la prospettiva di Hobbes è materialistica. Per lui esistono soltanto i corpi poiché possono agire o subire un'azione. Hobbes è convinto che gli individui siano animati dall'egoismo e dall’agire secondo i propri interessi personali in una condizione di eterno conflitto di tutti contro tutti. Hobbes considera l’uomo un essere naturale e corporeo perciò ogni cosa che riguarda l’uomo deve essere spiegata in termini materiali.
empirismo: Hobbes sostiene che ogni conoscenza deriva dai sensi. La sensazione nasce infatti da un "moto" sollecitato dagli oggetti esterni. Infatti l'apparato percettivo dell'uomo reagisce producendo le immagini degli oggetti tali immagini permanendo nella memoria e collegandosi con altre immagini sensibili danno origine all’ immaginazione. che in definitiva non è nulla di immateriale in quanto si limita a connettere le sensazioni.
intelletto: collega tra loro i nomi attribuiti alle immagini delle cose allo scopo di ottenere un'affermazione. Ad esempio, collegando il concetto di "corpo" con quello di "animato" e con quello di "razionale" otteniamo il concetto di "uomo".
ragione: intesa come suprema facoltà del conoscere e quindi una facoltà che calcola e si estende anche in altri settori come le lettere, le arti e a politica.
cienza: è intesa da Hobbes come una costruzione artificiale di carattere logico e linguistico. Hobbes pensa che la scienza non rispecchi la realtà, ma sia soltanto un insieme di concetti convenzionali. L'uomo non può conoscere le cause dei fenomeni perché l'autore del mondo fisico è Dio. L'uomo può però conoscere la politica in quanto questa è stata inventata dall’uomo.
linguaggio: ha la funzione di generalizzare, comparare e sommare i concetti. Il linguaggio è invenzione dell'uomo e senza la quale non ci sarebbero la società e lo Stato. Grazie al linguaggio si esprimere il pensiero.
funzioni: Il linguaggio serve a designare le cose in modo che l’uomo possa ricondurre alla memoria (funzione mnemonica). Il linguaggio serve poi a far comprendere agli altri le cose che pensiamo (funzione comunicativa).
parole: hanno il compito di indicare i concetti delle cose. Le parole sono possono essere individuali e universali che richiamano molte cose. Le parole consentono alla ragione umana di operare la generalizzazione necessaria alla costruzione della conoscenza.
collegamento: Per Hobbes l'attività mentale è ricondotta alla sensazione e al movimento da cui derivano le immagini delle cose, chiamate per nome e collegate. L’uomo è un organismo totalmente corporeo. Per Hobbes il pensiero, la volontà e le emozioni sono riducibili alla materia corporea.
anima: per Hobbes l’anima è corpo e tutto ciò che non è corporeo è inesistente. Anche i concetti di bene e male sono riconducibili alla corporeità. "Bene" non è altro che ciò che l'uomo desidera (conservazione) il "male" è ciò che egli respinge (minaccia).
determinismo: È la dottrina sostenuta da Hobbes secondo cui la volontà dell'uomo è sempre condizionata e "determinata" da cause o ragioni necessarie che egli non può dominare. L'uomo non possiede il "libero arbitrio" ossia la piena libertà della volontà ma può avere soltanto una libertà di azione in assenza di costrizioni.
volontà: non è libera ma è intrinsecamente necessitata da motivi che dipendono da oggetti esterni all'uomo. La libertà è quindi ristretta. Inoltre l'uomo agisce sempre perché mosso dal desiderio di ottenere qualcosa o dal timore (stimoli necessari e naturali)
esempio: colui che getta i suoi beni fuori della nave in mare per salvare la propria persona è un'azione volontaria. Non c’è niente di involontario se non la durezza della scelta che non è opera sua ma l'opera dei venti (non è costretto fisicamente a farlo ma la volontà è mossa da ragioni a cui non può opporsi come l'istinto di sopravvivenza)

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