Il filosofo distingue le idee in idee avventizie che provengono dall'esterno, le idee fittizie costruite da noi stessi e le idee innate che sono nate insieme all'uomo come (idee matematiche).
Il soggetto potrebbe però essere ingannato dal genio maligno che gli fa credere esistenti cose create dalla sua immaginazione. L'unico modo per scoprire se alle idee che possediamo nella mente corrisponde effettivamente una realtà esterna è interrogarsi sulle loro cause. Il principio che guida il ragionamento di Cartesio è che la causa di un idea non può contenere minore perfezione e realtà dell'idea che produce cioè ogni idea deve necessariamente avere una causa che sia proporzionata.
L'idea di Dio nella nostra testa dimostra l'esistenza di Dio come causa. È Dio a imprimere nella nostra mente l'idea della sua esistenza inoltre Dio ha creato l'uomo finito ponendogli però L'idea di infinito e di perfezione. Inoltre Cartesio presenta la prova ontologica secondo la quale l'assoluta perfezione implica l'esistenza di Dio.
La prova ontologica venne però criticata da Gassendi che non considera l'esistenza come proprietà.
Grazie però a Cartesio e le sue affermazioni sull'esistenza di Dio,il sistema cartesiano può uscire dal solipsismo dell'autocoscienza soggettiva. Dio non può ingannare, e quello che la ragione presenta come chiaro e distinto deve ritenersi tale. Gli Uomini possiedono dunque una capacità conoscitiva affidabile.
L'errore per Cartesio deriva soltanto dalla volontà e non dell'intelletto. Gli uomini devono dunque limitare il giudizio alla sfera delle dimostrazioni matematiche.
Nessun commento:
Posta un commento