Con grande difficoltà Cartesio tenta di superare i problemi derivanti dal dualismo, ricorrendo alla teoria della ghiandola pineale, l'unica componente del cervello non divisa in due parti simmetriche e quindi, secondo l'autore, in grado di unificare le sensazioni e creare una connessione tra
spirito e materia.
Nell'ultima sua opera, Le passioni dell'anima, e nella vasta corrispondenza epistolare con personaggi dell'epoca, Cartesio si sofferma su un tema di grande attualità nell'età moderna, quello delle passioni. Queste sono considerate positive, a condizione che siano sottomesse alla forza rasserenatrice della ragione. L'essenza della morale cartesiana, espressa in forma provvisoria nel Discorso sul metodo, può essere così sintetizzata: tra le passioni (cioè le affezioni involontarie causate dalle forze meccaniche del corpo) e la ragione esiste una tensione che l'uomo deve ricomporre arrivando al dominio incontrastato della razionalità. La forza dell'animo umano risiede proprio in tale capacità di vincere le emozioni, per raggiungere la completa padronanza di sé e della propria volontà.
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