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L’empirismo ingese Locke, Berkeley e Hume

 


esperienza: In Inghilterra si sostiene che la ragione è impotente senza il ricorso all'esperienza. Tale indirizzo viene denominato "empirismo" (dal greco empeiría, "esperienza"), in quanto per esso la conoscenza si origina a partire dall'esperienza sensibile e la ragione non deve inoltrarsi nel territorio della metafisica.


regole: si fanno spazio nuove regole metodologiche quali la prima regola stabilisce che delle cose naturali non devono essere ammesse cause più numerose di quelle che sono vere e sufficienti a spiegare i fenomeni, la seconda regola stabilisce che, finché è possibile, a effetti simili devono essere assegnate le medesime cause naturali, evitando il ricorso al soprannaturale,  la terza regola invita a servirsi del metodo analogico, consistente nell'attribuire ai fenomeni dello stesso genere le stesse cause, perché la natura si comporta in ogni sua parte in modo uniforme e la quarta regola


protagonisti: Locke, laureato in medicina, Berkeley, vescovo e Hume dottore della legge. Loro furono i principali rappresentanti della filosofia empirista.  Essi sono mossi alla ricerca filosofica da una finalità pratica.



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