Il signore delle mosche (Lord of the Flies) è un film drammatico e d’avventura, in bianco e nero, diretto da Peter Brook e tratto dall’omonimo libro di William Golding.
Il film, ambientato nel 1984 durante una guerra nucleare, inizia con lo schianto su un’isola di un aereo che trasporta alcuni ragazzi inglesi . La maggior parte di loro riesce a sopravvivere e comincia ad organizzarsi per sopravvivere nell’attesa che gli adulti vengano a prenderli.
Il giovane Ralph viene eletto come capo del gruppo ma cede il comando dei cacciatori a Jack, il quale però si fa trascinare dal “gioco” al punto da arrivare anche ad uccidere ragazzi innocenti.
Ralph, l’unico che fino alla fine comprende lo sbaglio, cerca di rimanere in vita e ci riesce con un aiuto inaspettato.
Esso, infatti, dimostra come in poco tempo alcuni ragazzini possano perdere completamente il loro lato civile a favore del lato selvaggio che Golding considerava il male.
Inutile dire che le differenze col romanzo ci sono ma sono solo degli inutili dettagli secondari.
Il cast è formato da piccoli attori in erba tra cui spiccano senza ombra di dubbio i protagonisti. Personalmente ho adorato James Aubrey (Ralph) e Tom Chapin (Jack), che sono riusciti ad interpretare in modo sublime i loro personaggi. Anche Hugh Edwards (Piggy) e Tom Gaman (Simon) sono riusciti a calarsi perfettamente nella storia, malgrado in tutta la vicenda siano solo delle spalle.
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